martedì 23 ottobre 2012

Choosy!


[...] Noi non produciamo più per consumare, ma consumiamo per produrre. Il meccanismo non è al nostro servizio, ma noi al suo, siamo i tubi digerenti, i lavandini, i water attraverso i quali deve passare il più velocemente possibile ciò che altrettanto rapidamente produciamo. Siamo il terminale uomo. Anzi, non siamo più nemmeno uomini, ma consumatori. E nemmeno consumatori coscienti e volontari, ma ranocchie che, opportunamente stimolate, devono saltare anche quando vorrebbero star ferme, per non inceppare l'onnipotente meccanismo che ci sovrasta. Questa non è una degenerazione del modello, è la sua intima essenza.
M. Fini, Il Vizio Oscuro dell'Occidente

Se aggiungiamo che i sacrifici richiesti servono inoltre per pagare un debito inestinguibile per principio (poiché alla sua base c'è una truffa monetaria), possiamo considerarci terminali dell'usurocrazia.

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